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Verona: L'Adige e i tetti di Verona da Castel San Pietro

Veneto, Italia

Verona: quanti giorni servono e quando andare

Foto: Dguendel · CC BY 3.0

Verona è una delle più belle piccole città d'Italia, e una delle più visitate per un solo pomeriggio. Il centro storico sta dentro una stretta ansa dell'Adige: un anfiteatro romano ancora in uso, piazze lastricate di marmo rosa, le tombe e le torri degli Scaligeri, i signori medievali che la governarono, e una basilica romanica fra le più belle del nord. Shakespeare vi ambientò Romeo e Giulietta, e una casa medievale con un balcone aggiunto nel Novecento richiama ogni giorno la folla in un piccolo cortile. Intorno alla città ci sono i vigneti della Valpolicella e del Soave, e il lago di Garda è a mezz'ora. Il problema di pianificazione sono i suoi due calendari. Di giorno i gruppi in arrivo da Venezia e dal lago riempiono il centro; d'estate il festival lirico dell'Arena riempie gli alberghi nelle sere di spettacolo. Dormi a Verona, e vedila la mattina e la sera, quando è dei veronesi.

Risposte rapide

Quello che si chiede prima di prenotare

Quanti giorni servono per visitare Verona?

Verona richiede un giorno intero per l'Arena, le piazze, la vista da Castel San Pietro e la basilica di San Zeno, e d'estate una sera per l'opera. Un secondo giorno è per Castelvecchio, le colline del vino della Valpolicella o il lago di Garda, a mezz'ora.

Qual è il mese migliore per visitare Verona?

Da aprile a giugno — La primavera, e l'inizio dell'opera. Settembre e ottobre — La vendemmia, e le ultime opere.

Calcola quante ore avrai a Verona con le tue date

Quando andare, e cosa ti costa ogni mese

Verona ha il clima della pianura padana, addolcito dalle Alpi e dal lago: estati calde e afose, inverni freddi e a volte nebbiosi, e primavere e autunni piacevoli. La stagione lirica decide l'estate, e il Vinitaly la primavera.

  1. gennaio: Ne vale la pena, ma
  2. febbraio: Ne vale la pena, ma
  3. marzo: Ne vale la pena, ma
  4. aprile: Vai ora
  5. maggio: Vai ora
  6. giugno: Vai ora
  7. luglio: Ne vale la pena, ma
  8. agosto: Ne vale la pena, ma
  9. settembre: Vai ora
  10. ottobre: Vai ora
  11. novembre: Ne vale la pena, ma
  12. dicembre: Ne vale la pena, ma
  • Da aprile a giugno

    Vai ora

    La primavera, e l'inizio dell'opera

    Giornate da miti a calde e i giardini in fiore, con il festival lirico che apre a giugno. Il Vinitaly, la grande fiera del vino di primavera, riempie ogni albergo per diversi giorni; controlla le date prima di prenotare.

  • Settembre e ottobre

    Vai ora

    La vendemmia, e le ultime opere

    Giornate calde che si rinfrescano nel corso di ottobre, la vendemmia in Valpolicella e nel Soave, e gli ultimi spettacoli in Arena all'inizio di settembre. Il periodo migliore per i vigneti e il lago.

  • Luglio e agosto

    Ne vale la pena, ma

    Caldo, affollato e la stagione dell'opera

    Giornate calde e afose e notti tiepide, il centro pieno di gente venuta in giornata e l'Arena piena a ogni spettacolo. Visita presto e tardi, e riposati nel pomeriggio; prenota camere e posti all'opera con largo anticipo.

  • Da novembre a marzo

    Ne vale la pena, ma

    Nebbia, freddo e Natale

    Giornate fredde e umide, a volte nebbiose, e la città al suo momento più tranquillo ed economico. Il Natale porta i mercatini e il pandoro; l'Arena è chiusa all'opera, ma aperta alle visite.

Cosa mettere in valigia per Verona, mese per mese

Quanti giorni servono a Verona

Un giorno pieno copre il centro storico: l'Arena, Piazza delle Erbe e Piazza dei Signori, la vista dalla Torre dei Lamberti, Ponte Pietra e la collina sull'altra riva, e la basilica di San Zeno all'estremità occidentale. D'estate la serata la fa l'opera in Arena.

Un secondo giorno è per i dintorni o per un ritmo più lento: il museo di Castelvecchio e il Giardino Giusti, un giro per cantine in Valpolicella, il borgo murato di Soave, o il lago di Garda, a mezz'ora.

Com'è distribuita la città, in un'ansa del fiume

L'Adige attraversa Verona disegnando una S. Il centro storico riempie la prima ansa, con l'Arena sul margine sud e le piazze medievali nel cuore; sull'altra riva, a est, il colle di San Pietro si alza sopra il Teatro Romano. La stazione, Porta Nuova, è a un quarto d'ora a piedi a sud dell'Arena, fuori dalle mura.

  • Piazza Bra e l'Arena — la grande piazza alla porta del centro storico, con l'anfiteatro e i caffè che lo guardano.
  • Piazza delle Erbe e Piazza dei Signori — l'antico foro romano, oggi piazza del mercato, e la piazza dove governavano i signori, con la Torre dei Lamberti sopra.
  • Via Mazzini e il centro storico — la via dello shopping lastricata di marmo e i vicoli intorno alla casa di Giulietta.
  • Veronetta e la collina — sull'altra riva: il Teatro Romano, l'università e il colle di Castel San Pietro con la vista sulla città.
  • San Zeno — il quartiere occidentale intorno alla basilica romanica, più tranquillo e più veronese, vicino a Castelvecchio.

Dove dormire, e cosa ti costa ogni zona

Dormire nel centro storico ti permette di vederlo prima e dopo chi viene in giornata, e di tornare a piedi dall'opera. Veronetta e San Zeno costano meno e sono più veronesi, a pochi passi.

I prezzi toccano il massimo nelle sere d'opera, da giugno a settembre, e durante il Vinitaly, la grande fiera del vino di primavera, che per diversi giorni riempie ogni letto in città e nei dintorni. Il comune applica una tassa di soggiorno a persona e a notte.

ZonaA chi va beneIl però
Il centro storicoI monumenti, le piazze e l'Arena a piedi, e le sere quando la folla se n'è andata.Le camere più care, la folla di giorno, e tutto esaurito nelle sere d'opera.
VeronettaSull'altra riva: bar di studenti, trattorie di quartiere e prezzi più bassi, sotto la collina con la vista.Meno curata, e in salita in alcuni punti.
San ZenoUn quartiere tranquillo e veronese intorno alla basilica, con buone trattorie.Da quindici a venti minuti a piedi dal centro.
Vicino alla stazione di Porta NuovaI treni, il bus per l'aeroporto e alberghi più economici.Fuori dalle mura, con poco fascino, a un quarto d'ora dall'Arena.

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Come arrivare, e come muoversi

Verona è un crocevia ferroviario: i treni arrivano a Venezia in poco più di un'ora, a Milano in circa un'ora e un quarto e a Bologna in meno di un'ora, e salgono a nord attraverso le Alpi verso l'Austria e la Germania. Il piccolo aeroporto è collegato alla stazione in autobus.

Il centro storico è da girare a piedi, e in gran parte è chiuso al traffico. Gli autobus vanno dalla stazione al centro e a San Zeno; il colle di San Pietro ha una breve funicolare.

  • Non entrare in auto nel centro storico: è ZTL, con le telecamere.
  • La Verona Card copre i monumenti principali e gli autobus per uno o due giorni; conviene se ne visiti diversi.
  • Il lago di Garda è a un breve tragitto in treno fino a Peschiera, o in autobus fino a Sirmione e a Garda.
  • Per l'opera, in piena estate prenota con settimane di anticipo; i posti più economici sono sulle gradinate di pietra, non numerati, quindi porta un cuscino.

L'Arena, le piazze e San Zeno

L'Arena è un anfiteatro romano del I secolo, uno dei meglio conservati al mondo, e dal 1913 ospita ogni estate un festival lirico: grandi allestimenti di Verdi e Puccini per migliaia di spettatori a cielo aperto, con le candeline accese sulle gradinate. Visitala di giorno e, se le date lo permettono, torna la sera per uno spettacolo.

  • Piazza delle Erbe — l'antico foro romano, circondato da palazzi affrescati, con il mercato e la Torre dei Lamberti sopra.
  • Le Arche Scaligere — le tombe gotiche dei signori medievali di Verona, dietro le loro inferriate accanto a Piazza dei Signori.
  • San Zeno Maggiore — una delle grandi chiese romaniche d'Italia, con le porte di bronzo e una pala di Mantegna.
  • Castelvecchio — il castello degli Scaligeri, oggi museo d'arte medievale e rinascimentale, con il suo ponte fortificato sull'Adige.
  • Castel San Pietro — il colle oltre Ponte Pietra, con la vista migliore sui tetti della città e sulle anse del fiume.
  • La casa di Giulietta — una casa medievale con un balcone aggiunto nel Novecento; il cortile è affollato, la storia è inventata, e la città la ama lo stesso.

Come funziona mangiare qui

La cucina di Verona è quella del Veneto dell'entroterra: più riso che pasta, il risotto al vino rosso del posto, i bigoli, gli stufati lenti e il bollito con la pearà, la salsa di pane e pepe che è tutta della città. È anche una capitale del vino, con i rossi della Valpolicella e i bianchi del Soave in ogni carta.

Gli orari sono quelli soliti: pranzo dalle dodici e mezza, cena dalle sette e mezza. Prima dell'opera i ristoranti servono presto; dopo, molti restano aperti fino a tardi per il pubblico.

  • Le osterie, le vecchie mescite di vino, servono il vino locale al bicchiere con piccoli piatti.
  • Cavallo e asino compaiono nei menu tradizionali, dalla pastissada ai sughi per la pasta; chiedi, se preferisci evitarli.
  • Il pandoro è nato qui, a Verona.
  • Il coperto si aggiunge spesso a persona; la mancia, oltre a quello, è facoltativa.

Dove mangiare a Verona, e cosa ordinare

Verona è prima di tutto una città del vino: il grande rosso da uve appassite della Valpolicella e il bianco di Soave, una pasta grossa fatta a mano con sughi ricchi, e il dolce dorato di Natale che la città ha inventato. Mangia in osteria, e bevi al bicchiere.

  • Amarone della Valpolicella

    Cosa ordinare

    Il grande rosso della Valpolicella

    L'Amarone è un rosso ricco e secco, fatto con uve lasciate appassire per mesi dopo la vendemmia, che ne concentra zuccheri e sapori. È il grande vino delle colline a nord-ovest della città, e il risotto all'Amarone è un classico veronese; ordinane un bicchiere invece di una bottiglia se vuoi solo assaggiarlo.

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  • Soave

    Cosa ordinare

    Il bianco di Soave

    Un bianco secco e fresco delle colline intorno al borgo murato di Soave, a est della città, fatto soprattutto con uva Garganega. È il bianco di ogni tavola veronese, e va con il risotto, il pesce di lago e i salumi dell'aperitivo.

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  • Bigoli

    Cosa ordinare

    La pasta grossa fatta a mano

    I bigoli sono spaghettoni lunghi e spessi, trafilati al bronzo, abbastanza ruvidi da tenere un sugo robusto. A Verona si mangiano con le sarde o con un ragù cotto a lungo, tradizionalmente d'asino; è la pasta delle trattorie della città e delle colline.

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  • Pandoro

    Cosa ordinare

    Il dolce dorato di Natale

    Un dolce alto a stella di pasta lievitata ricca, spolverato di zucchero a velo, soffice e burroso. È nato a Verona alla fine dell'Ottocento e oggi si mangia in tutta Italia a Natale; le pasticcerie della città fanno ancora il loro.

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Cose che cambiano il viaggio

  1. Dormi a Verona e vedi il centro presto e tardi, senza chi viene in giornata.
  2. Controlla le date del Vinitaly, in primavera, prima di prenotare.
  3. Vai all'opera in Arena se le tue date cadono nella stagione, e prenota in anticipo.
  4. Sali a Castel San Pietro, per le scalinate o in funicolare, per la vista al tramonto.
  5. Spingiti a piedi fino a San Zeno, dove quasi nessun visitatore arriva.
  6. Dedica un giorno alla Valpolicella o al lago di Garda.

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